🇮🇹 Il “Diario personale” di Bergoglio: il circo della falsa Chiesa continua. Di Rosario Badia
Il tempismo del Diario
Eventi e incontri dedicati all’applicazione di Amoris laetitia.
di Rosario Badia
Corrispondente AyL in Polonia

Da oggi, 7 ottobre, fino al 14 ottobre, si svolgono le celebrazioni e gli incontri dedicati all’applicazione di Amoris laetitia. E proprio mentre il Sinodo continua il suo cammino, arriva l’annuncio di un altro grande evento: “Il Diario personale di Papa Francesco”, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana e affidato alla cura del “cardinale” Víctor Manuel Fernández.
La stessa cerchia che premia se stessa, celebra se stessa e adesso racconta se stessa.
A novembre, tra appena un mese, arriverà il volume destinato a consacrare ulteriormente la memoria di Bergoglio. La tempistica è eloquente: mentre si procede con l’applicazione di Amoris laetitia, si prepara anche il grande racconto personale dell’uomo che ha guidato la falsa Chiesa.
La rivoluzione
È la dinamica stessa di una rivoluzione.
Una rivoluzione ecclesiale che affonda le proprie radici negli anni Sessanta.
Fu prima Padre Pio, parlando a don Gabriele Amorth nel 1960, a mettere in guardia da ciò che sarebbe accaduto nella Chiesa: Satana era entrato nella Chiesa e presto sarebbe arrivato a governare una falsa Chiesa. Poi fu Paolo VI, nel 1972, a denunciare pubblicamente la presenza di quello che definì il “fumo di Satana” entrato nel tempio di Dio.
Da lì, emerge la falsa Chiesa che da tredici anni è arrivata alla ribalta.
Prima la presa della Bastiglia
Prima la presa della Bastiglia.
Templi, paramenti, apparati mediatici e scenografie spettacolari: la nuova Chiesa deve mostrare immediatamente di avere occupato il centro della scena.
Poi l’abbattimento delle figure dei Papi precedenti.
Mandati nella soffitta dei ricordi insieme al loro sano e santo magistero, alla Tradizione che hanno custodito, alla continuità che hanno rappresentato.
Benedetto XVI e Giovanni Paolo II compresi.
Il primo, per Bergoglio, è come se non fosse mai esistito. Il secondo è stato cassato prima come pensiero, quando era Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, e poi come Papa, nel suo stesso magistero.
Ora arriva l’applicazione
Non basta più aver cambiato il linguaggio, producendo documenti eretici e introducendo nuove categorie pastorali che gettano le anime nell’inganno.
Adesso bisogna rendere strutturale ciò che è stato introdotto.
E infatti Amoris laetitia torna al centro proprio mentre il Sinodo continua.
Il passaggio è decisivo: ciò che è stato introdotto deve ora diventare prassi, normalità, struttura.
E a novembre arriva il Diario
Poi, tra un mese, arriverà il quarto atto: la consacrazione della memoria di Bergoglio.
“Il Diario personale di Papa Francesco”.
Curato dal “cardinale” Fernández.
La stessa cerchia che ha accompagnato Bergoglio, ne ha sostenuto le svolte e ora si incarica di raccontarne l’interiorità.
Una credibilità costruita a posteriori per dare autorevolezza a un magistero falso ed eretico, ma punto di partenza irrinunciabile per l’altro suo delfino, Prevost.
Ma c’è un interrogativo che merita di essere posto.
Bergoglio era notoriamente sbrigativo e istintivo. Non era conosciuto per conservare sistematicamente la corrispondenza una volta evasa, né per la consuetudine di tenere un diario personale nel senso tradizionale.
E allora: che cosa è esattamente questo “Diario personale di Papa Francesco”?
Quali scritti raccoglie? Come sono stati conservati? Come sono stati selezionati?
E perché proprio adesso vengono presentati come una finestra privilegiata sull’interiorità dell’uomo che ha guidato questa stagione?
Il 7 ottobre e la Madonna del Rosario
Oggi, 7 ottobre, il contrasto diventa ancora più stridente.
È la festa della Beata Vergine Maria del Rosario, legata alla memoria della vittoria di Lepanto del 1571, che la tradizione cattolica ha sempre associato all’intercessione della Madonna per la difesa della cristianità.
E proprio oggi comincia una settimana dedicata all’applicazione di Amoris laetitia.
In sfregio alla festa della Vergine Santissima del Rosario di Lepanto, memoria di una vittoria che impedì agli Ottomani di avere campo libero nel Mediterraneo occidentale, la nuova Chiesa bergogliana prosegue il proprio programma.
Da Lepanto ad Abu Dhabi
Da una parte la Vergine invocata per la difesa della fede.
Dall’altra la Chiesa “piaciona”, sorridente, accomodante, che con Abu Dhabi presenta la fratellanza universale e lascia elegantemente passare il sincretismo.
Et voilà.
La confusione diventa dialogo.
La rottura diventa sviluppo.
Il sincretismo diventa fraternità.
E la Pachamama diventa il simbolo più clamoroso di questa nuova stagione.
Questa è la falsa Chiesa che Bergoglio ha guidato: quella di Amoris laetitia, di Fiducia supplicans, di Abu Dhabi, della Pachamama.
La costruzione dell’eredità
Dopo la presa della Bastiglia ecclesiale, dopo aver mandato nella soffitta dei ricordi i Papi precedenti e il loro magistero, dopo aver avviato l’applicazione della nuova impostazione, manca soltanto un passaggio:
trasformare il rivoluzionario nel padre della nuova tradizione.
E il Diario si inserisce precisamente in questa operazione.
Bergoglio non deve essere ricordato come una parentesi.
Deve diventare eredità.
Deve diventare riferimento.
Deve diventare il volto della Chiesa che viene.
E Fernández è lì a interpretare e consegnare questa memoria.
Nel frattempo Benedetto XVI resta nella soffitta, con il suo magistero, la sua idea di continuità e la sua insistenza sulla centralità di Cristo.
Bergoglio, invece, viene riportato ancora una volta al centro.
Sinodo.
Amoris laetitia.
Applicazione.
E adesso il Diario.
Il circo continua
Il circo della falsa Chiesa non si ferma.
Ma la Chiesa non ha bisogno di un nuovo fondatore.
Il fondatore è Cristo.
La Madonna del Rosario non può essere sostituita da Pachamama.
E la Tradizione non ha bisogno di essere riscritta da chi pretende di averla superata.
A novembre arriverà il Diario.
Nel frattempo il Sinodo continua e Amoris laetitia viene applicata.
La rivoluzione continua.
Ma l’ultima parola non sarà di Bergoglio.
È di Cristo che, con il suo Vicario, il Leone di Maria, sta già radunando in tutto il mondo gli eletti nel tempo della persecuzione.
Tra i due Leoni: quello dallo sguardo di serpente, sostenuto da presunte folle e da un imponente apparato mediatico, e quello scelto dal Cielo, perseguitato, alla guida di un piccolo gregge minoritario.
Attenzione a scegliere.
Tra le due barche, solo una è quella di Pietro.
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