🇮🇹 / 🇪🇸 Mother Mary: otra obra maestra blasfema. 🇮🇹 Un altro capolavoro blasfemo.Por Rosario Badia
Mother Mary
por Rosario Badia
Corrispondente AyL in Polonia

🇪🇸 Mother Mary: otra obra maestra blasfema.
Mother Mary, protagonizada por Anne Hathaway y cuyo estreno está previsto para el 17 de Abril de 2026, no es una película religiosa, como podría sugerir su evocador título. El film solo alude a nuestra Madre Celestial, la Santísima Virgen María. En realidad, es el título de un «melodrama pop», según fuentes de la industria, que «juega deliberadamente con la imaginería mariana, reinterpretándola con una perspectiva más moderna y glamurosa, con toques queer (sin etiquetas de identidad ni de género)».

El director David Lowery y la productora A24 buscan precisamente eso: mezclar lo sagrado, lo pop y lo queer para provocar.
En tiempos de oscuridad religiosa, una de las figuras centrales del Catolicismo, la Santísima Virgen María, se utiliza y reinterpreta repetidamente para beneficio del mundo actual.
Lo que superficialmente parece una provocativa maniobra publicitaria, para el observador más atento, dadas las primeras imágenes del tráiler y el vestuario, desvela escenarios e intenciones diferentes:
es la historia de una cantante en busca de su identidad sexual y con ella un vestido para su concierto más importante. Se hacen referencia deliberadamente, por ejemplo, a las doce estrellas que coronan la cabeza de la Virgen María; La Dulce y Maternal mirada del Cielo da paso a poses ostentosas y miradas coquetas. En fin los largos vestidos recatados, se vuelven muy cortos y transparentes, sin dejar lugar a la imaginación).

Está claro que esto no es solamente ambiguo: es una estrategia bien estudiada para ridiculizar a la Virgen María y la fé de siempre. ¿Pero a qué precio?
En tiempos de un catolicismo sano, necesitamos una reacción indignada, primero del supuesto Papa Prevost y luego del mundo entero.
Pero tranquilos, no sucederá, como tampoco pasó recientemente con el lanzamiento de la nueva serie de Netflix “Sandman 2” durante la Semana Santa cuyo póster muestra a “un papa besando a un sacerdote”.

Nosotros, como hijos de la luz, con la mirada puesta en el Cielo, reclamamos nuestra obligación de indignarnos, de gritar escandalizados. Denunciamos las distorsiones de este sistema mundano donde todo vale, hasta atacar lo sagrado.
Y pensando en el hermoso encuentro que acaba de concluir en Milán con motivo de la Fiesta de la Divina Misericordia, ofrecemos reparación y oraciones a la Madre de la Misericordia.
🇮🇹 Mother Mary: un altro capolavoro blasfemo.
Mother Mary, interpretato da Anne Hathaway e la cui uscita è prevista per il 17 aprile 2026, non è un film religioso, come potrebbe suggerire il suo titolo evocativo. Il film fa solo riferimento alla nostra Madre Celeste, la Santissima Vergine Maria. In realtà, si tratta del titolo di un «melodramma pop», secondo fonti dell’industria, che «gioca deliberatamente con l’immaginario mariano, reinterpretandolo con una prospettiva più moderna e glamour, con tocchi queer (senza etichette di identità né di genere)».

Il regista David Lowery e la casa di produzione A24 cercano proprio questo: mescolare il sacro, il pop e il queer per provocare.
In tempi di oscurità religiosa, una delle figure centrali del Cattolicesimo, la Santissima Vergine Maria, viene utilizzata e reinterpretata ripetutamente a beneficio del mondo attuale.
Ciò che superficialmente sembra una provocatoria manovra pubblicitaria, per l’osservatore più attento, date le prime immagini del trailer e i costumi, rivela scenari e intenzioni differenti:
è la storia di una cantante alla ricerca della propria identità sessuale e, con essa, di un abito per il suo concerto più importante. Si fanno riferimenti deliberati, ad esempio, alle dodici stelle che coronano il capo della Vergine Maria; lo sguardo dolce e materno del Cielo lascia il posto a pose ostentate e sguardi civettuoli. Insomma, i lunghi abiti modesti diventano molto corti e trasparenti, senza lasciare spazio all’immaginazione.

È chiaro che questo non è soltanto ambiguo: è una strategia ben studiata per ridicolizzare la Vergine Maria e la fede di sempre. Ma a quale prezzo?
In tempi di un cattolicesimo sano, abbiamo bisogno di una reazione indignata, prima del presunto Papa Prevost e poi del mondo intero.
Ma tranquilli, non accadrà, così come non è accaduto recentemente con il lancio della nuova serie Netflix “Sandman 2” durante la Settimana Santa, il cui poster mostra “un papa che bacia un sacerdote”.

Noi, come figli della luce, con lo sguardo rivolto al Cielo, rivendichiamo il nostro dovere di indignarci, di gridare scandalizzati. Denunciamo le distorsioni di questo sistema mondano dove tutto è permesso, persino attaccare ciò che è sacro.
E pensando al bellissimo incontro appena concluso a Milano in occasione della Festa della Divina Misericordia, offriamo riparazione e preghiere alla Madre della Misericordia.
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