🇮🇹 COLPO DI STATO A VARSAVIA: LA NOTTE INFAME DEI SONDAGGI IN PANICO E DEL “TEDESCO” TUSK CONTRO IL PRESIDENTE.Di Rosario Badia

0 614

Colpo di stato in Polonia

 

 

 

di Rosario Badia

Corrispondente AyL in Polonia

 

Rosario Badia, corresponsal AyL en Polonia
Rosario Badia, corresponsal AyL en Polonia

 

Abbiamo voluto attendere gli sviluppi degli accadimenti iniziati il 30 ottobre, e grazie a Dio la verità non si è fatta attendere.

Hanno scelto la vigilia di un fine settimana di festa e il viscido rifugio del buio. Tra il 30 e il 31 ottobre, mentre il Capo dello Stato volava a migliaia di chilometri di distanza, la combriccola del governo ha sferrato il suo colpo di mano. È il copione vigliacco di chi ha il terrore della democrazia: un blitz mafioso orchestrato da Donald Tusk — l’ex burocrate di Bruxelles con la valigia in mano per Berlino, famoso per aver svenduto l’indipendenza energetica e la sovranità della Polonia in cambio di una poltrona all’estero.

Ma il loro piano criminale è miseramente fallito contro il muro della realtà: un aereo di Stato che inverte la rotta in pieno volo, un Presidente che non arretra di un millimetro e un popolo che si riversa in piazza urlando tutta la sua rabbia.

Ecco cosa è successo davvero in quelle ore buie, senza filtri e senza sconti per nessuno.

 

La dinamica del golpe: l’occupazione della Corte

Tutto esplode la sera del 30 ottobre. Sette giudici nominati d’imperio dalla maggioranza della coalizione guidata dal Primo Ministro Donald Tusk irrompono nel perimetro del Tribunale non da un ingresso ufficiale, ma sgattaiolando da un cancello segreto che collega la Corte direttamente con la Cancelleria del Primo Ministro. Una vera e propria mossa da topi d’appartamento.

Da quel momento scatta la barbarie istituzionale:
Il golpe dei giudici abusivi: Anna Korwin-Piotrowska – un soggetto che non ha mai prestato giuramento davanti al Capo dello Stato e che la stessa Corte non riconosce come giudice – si autoproclama presidente facente funzione. Sfruttando pretestuosamente una norma concepita per i criminali colti in flagranza di reato, sospende il presidente legittimo, Bogdan Święczkowski, e il suo vice.

Censura e assedio: Il Procuratore Generale Waldemar Żurek si presta alla farsa depositando una valanga di istanze per azzerare l’immunità dei vertici della Corte, mentre la polizia cinge d’assedio l’edificio e il sito web istituzionale viene sequestrato e imbavagliato.

Il blocco fisico del Capo dello Stato: La follia eversiva definitiva. Gli usurpatori ordinano di sbarrare l’accesso all’area per impedire l’ingresso al Presidente della Repubblica, arrivando all’indecenza di pretendere di poterlo “invitare” a palazzo come un sottoposto.

La notte della riscossa: Nawrocki sfonda il blocco
Appresa la notizia in volo verso il Senegal, il Presidente della Repubblica Karol Nawrocki ordina l’immediata inversione di marcia del velivolo presidenziale. Atterrato a Varsavia, dopo un vertice d’emergenza al Palazzo Presidenziale con Święczkowski e il Primo Presidente della Corte Suprema Zbigniew Kapiński, Nawrocki non si trincera dietro freddi comunicati: si reca di persona al Tribunale Costituzionale nel cuore della notte.

Le immagini delle televisioni polacche inchiodano la verità: il Capo dello Stato che si fa strada a spintoni tra i corpi della barriera umana schierata dagli occupanti. La scorta viene alle mani con la polizia, ma Nawrocki e Kapiński sfondano il blocco, varcano la soglia e riprendono possesso della Corte.

A quel punto, l’apparato di governo tenta la carta più sfacciata dell’inversione della realtà: il giudice abusivo Maciej Berek pubblica un video delirante in cui accusa paradossalmente il Presidente di aver «aggredito fisicamente» i magistrati abusivi. Si occupano le corti con i lucchetti nel buio, si sbarra la porta al Capo dello Stato e poi si grida all’aggressore. La faccia tosta e mefitica del potere targato Bruxelles e Berlino.

La piazza in rivolta contro i traditori

Fuori dai cancelli, la risposta della gente comune tra il 30 e il 31 ottobre è stata di fuoco. Migliaia di cittadini polacchi si sono radunati per urlare il proprio sdegno contro l’esecutivo, gridando “Tusk traditore!”, mentre il leader dell’opposizione Jarosław Kaczyński arringava la folla tra i cordoni della polizia e i manifestanti finiti in manette.

Donald Tusk continua a giustificare questo scempio appellandosi a un sedicente “ripristino dello stato di diritto”. Ma chiamiamo le cose con il loro nome: lo “stato di diritto” non è altro che un grimaldello ipocrita, la parolina magica usata dai tecnocrati per calpestare la sovranità nazionale e piegare i Paesi ai diktat di Bruxelles. Quale democrazia pretende cordoni antisommossa attorno a una corte costituzionale, giudici abusivi e mani addosso al Presidente della Repubblica?

Il terrore del 2027: l’ultimo disperato assalto al potere

Le immagini forti, crude, trasmesse dalle televisioni polacche ma accuratamente ignorate dai grandi network internazionali — sempre pronti a voltarsi dall’altra parte quando a calpestare le regole è il pupillo dell’Unione Europea — raccontano una sola e unica verità.

Sanno benissimo come andrà a finire. Sanno che alle porte ci sono le elezioni del 2027 e che questo governo di occupazione politica rischia seriamente di fare le valigie e di finire a casa, spazzato via dal voto popolare e dal fallimento totale della sua linea. È per questo panico cieco che si ricorre a blitz di stampo mafioso, a decreti calati nel buio di fine ottobre e a cordoni di polizia usati come manganelli contro le istituzioni.

Quando un potere sente la terra franare sotto i piedi, perde ogni ritegno pur di blindare le proprie poltrone. Ma la vergogna di quella notte a Varsavia, le mani addosso al Presidente e la sfacciataggine di un esecutivo ostaggio di logiche estere non si cancellano con i comunicati di palazzo.

Alla fine, la differenza la fanno gli uomini. Di fronte a una schiera di politicanti cinici e calcolatori che servono soltanto se stessi e i propri padroni stranieri, quella notte in Polonia si è stagliato un uomo vero, deciso a metterci la faccia e il corpo per difendere la dignità di un’intera nazione. Il conto alla rovescia è partito, e nessun blitz notturno potrà fermare la resa dei conti.

In un mondo dominato dai boiardi di Bruxelles e da leader allineati come Sanchez, Macron, Rutte, Von der Leyen, Kallas — contrapposti a figure dipinte costantemente come tiranni dall’informazione di massa come Nawrocki e Putin — la sovranità nazionale e la schiena dritta restano l’unico argine contro il ricatto dei palazzi di potere.

Dio Benedica il Presidente e la Polonia, terra tanto amata dal suo Figlio e dalla Santa Vergine.

 


 

 

 

 

Otros artículos del autor:

 

🇮🇹 Il “Diario personale” di Bergoglio: il circo della falsa Chiesa continua. Di Rosario Badia

 

 

🇮🇹 La gigantografia mariana di Konotopie: tra devozione, arte e la profezia per l’Europa. Di Rosario Badia

 

🇮🇹 Da Las Palmas a Roma: la protezione dei demolitori e la persecuzione della dottrina bimillenaria. Di Rosario Badia

 

🇮🇹 Quando la liturgia diventa aperitivo: la falsa chiesa avanza, la vera resiste. Di Rosario Badia

 

 

🇮🇹 DISNEY AMMETTE CIÒ CHE L’IDEOLOGIA VUOLE NASCONDERE. Di Rosario Badia

 

🇮🇹 / 🇪🇸 Mother Mary: otra obra maestra blasfema. 🇮🇹 Un altro capolavoro blasfemo.Por Rosario Badia

 

 

🇮🇹Lettera scandalosa della Conferenza episcopale polacca. / 🇪🇸 Escandalosa Carta de la Conferencia Episcopal Polaca. Di Rosario Badia

 


 

Genusdei
http://www.genusdei.es
Dejar una respuesta

Your email address will not be published.