🇮🇹 La FSSPX presenta TRADITIO: tre film per autocelebrarsi con un occhio compiacente al “papa” Prevost
TRADITIO è un trittico cinematografico girato tra il 2024 e il 2026 e programmato per l’uscita in tre date: 7, 14 e 21 giugno.Una produzione elegante, realizzata da due giovani cineasti in collaborazione con la Casa Generalizia.
La FSSPX presenta TRADITIO
di Rosario Badia
Corrispondente AyL in Polonia

Tutto molto bello: si parla degli inizi, del presente, del futuro.
Ma l’ambiguità esplode quando tirano fuori la “fedeltà a Pietro”.
Perché la realtà è un’altra: hanno preferito dialogare con due papi abusivi di seguito, Prevost e Bergoglio, come se fosse normale, come se la logica evangelica fosse stata archiviata.
La domanda è inevitabile: che fine ha fatto il “sì sì, no no”?
Perché a questo punto, più che TRADITIO, era meglio “Tradimento” come titolo.
Se davvero credono che quello sia il Papa, devono comportarsi come tali.
Se non lo credono, lo dicano.
Ma la chiarezza non arriva mai, perché la chiarezza costa.
E infatti accade questo:
il 1 luglio annunciano quattro nuovi vescovi — e lo comprendiamo, perché riconoscono che esiste uno stato di necessità.
Il 2 luglio, come se nulla fosse, tornano “in comunione con Prevost”.
Ma le due cose insieme non stanno in piedi.
Quelli che oggi parlano di fedeltà a Pietro sono gli stessi che crocifiggono Giovanni Paolo II, riconosciuto come Papa da Mons. Lefebvre, mentre i successori della Fraternità sembrano sapere più del fondatore stesso.
E si dimentica che Benedetto XVI, dopo aver tolto le scomuniche, è stato comunque inviso per il Summorum Pontificum — l’estensione della Messa tradizionale a tutti i sacerdoti — e per questo ostacolato, isolato, sabotato proprio da chi oggi si riempie la bocca di “tradizione”.Il Piccolo Resto non fa calcoli.
Non ha strutture in giro per il mondo da finanziare, non ha protezioni, non ha appoggi.
Ci raduniamo negli hotel, senza reti di potere né garanzie.
Eppure — paradosso assoluto — i folli, i malati, i “fuori dalla Chiesa” saremmo noi.
Comprendiamo benissimo lo stato di necessità.
Comprendiamo anche il fascino della tradizione: i seminari che si riempiono, le Messe affollate, la bellezza che attira, consola e dà un senso di casa.
Ma proprio per questo le anime devono essere messe in guardia: perché non basta la forma, non basta la liturgia, non basta il latino se poi si cade nell’ambiguità più pericolosa, quella che confonde la verità con il sistema.
E mentre altri dialogano con due papi abusivi di seguito, noi abbiamo un condottiero guidato dalla Santa Vergine, che non si piega: il capo del Sodalizio Sacerdotale Mariano, il Leone di Maria, Alessandro Minutella, scomunicato due volte nello stesso atto — un record mondiale — proprio perché non ha ceduto alla menzogna.
Reduce dal viaggio apostolico in Messico, conferma i fratelli nella fede senza paura, senza ambiguità, senza doppiezze.Questa è la differenza:
chi vive nella verità paga, ma conferma.
Chi vive nell’ambiguità sopravvive, ma non guida.Dio non guarda film celebrativi, alleanze ed endorsement che oggi sembrano contare più della verità: da Strickland a Schneider, passando per Viganò e Burke.
Non guarda comunicati, non guarda operazioni di immagine.
Dio guarda la coerenza della coscienza.
E lì si vede chi è fedele a Cristo e chi è fedele al sistema.
Continuare con un mondo ecclesiale che vive di ambiguità strutturale, oppure scegliere la via stretta, dove la verità costa ma libera.
Il tempo delle mezze misure è finito.
La storia lo dimostrerà.
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