“Il Leone di Alessandria”: il ruggito della fedeltà nei tempi della confusione

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Sant’Atanasio di Alessandria y Don Alessandro Minutella

 

 

di Vicente Montesinos

Direttore di Adoración y Liberación

 

 

 

Non posso fare a meno di sentirmi profondamente commosso da un dettaglio che considero tutt’altro che casuale.

Nel mio cammino di lettura e studio dell’opera scritta di Don Alessandro Maria Minutella, questa scorsa notte, tra il 2 e il 3 maggio — precisamente nella festa di Sant’Atanasio di Alessandria — ho terminato la lettura di “Il Leone di Alessandria”.

E non posso non vedere in questo un delicato gesto della Provvidenza.

Come se il Cielo avesse voluto unire, in una stessa notte, la memoria del grande difensore della fede cattolica contro l’arianesimo con il compimento di un’opera dedicata proprio a quello stesso spirito di combattimento dottrinale e di fedeltà eroica. Un modo per rendere la giusta venerazione a uno dei più grandi santi e dottori della Chiesa; e, allo stesso tempo, anche il giusto ringraziamento al suo autore, Leone di Maria, sacerdote perseguitato e combattuto ai nostri giorni per essere rimasto saldo in ciò che considera la verità cattolica perenne.

“Il Leone di Alessandria” è un’opera profondamente spirituale, dottrinale e combattiva. Le sue pagine sono attraversate dal dramma delle grandi crisi della Chiesa, dalla lotta tra verità ed errore, tra fedeltà e apostasia, tra la luce della tradizione cattolica e le tenebre della confusione dottrinale.

La figura di Sant’Atanasio di Alessandria si innalza in tutta l’opera come un colosso della fede. Il lettore entra pienamente nel dramma di quel vescovo perseguitato, esiliato e spesso isolato perfino da membri della stessa gerarchia ecclesiastica, ma assolutamente deciso a non negoziare mai la verità su Nostro Signore Gesù Cristo.

“Athanasius contra mundum”.

Atanasio contro il mondo.

Una frase immortale.

Una frase che attraversa i secoli come una spada infuocata.

Ed è proprio qui che si trova una delle forze più impressionanti di quest’opera: essa obbliga inevitabilmente il lettore a guardare anche il nostro tempo. A domandarsi se la Chiesa stia attraversando nuovamente ore di disorientamento, ambiguità ed eclissi dottrinale. A comprendere che le crisi ecclesiali non appartengono soltanto al passato, ma riappaiono sotto nuovi volti lungo la storia.

Il libro trasmette costantemente un richiamo alla resistenza spirituale.

Alla fedeltà.

Alla perseveranza.

Alla difesa integra del deposito della fede.

Nelle sue pagine vi è un amore ardente per la tradizione cattolica, per la chiarezza dottrinale e per quei pastori che preferiscono l’esilio, l’umiliazione o la persecuzione piuttosto che tradire la verità rivelata.

E questo possiede un valore immenso in un’epoca in cui tanti discorsi religiosi sembrano costruiti per piacere al mondo, ammorbidire la dottrina o dissolvere il linguaggio soprannaturale del cristianesimo.

“Il Leone di Alessandria” fa esattamente il contrario.

Scuote.

Interpella.

Inquieta.

Obbliga l’anima a prendere posizione.

Ricorda al lettore che la Chiesa di Cristo non ha mai avanzato veramente appoggiandosi agli applausi del mondo, ma sul sangue dei martiri, sulla fermezza dei confessori della fede e sulla resistenza soprannaturale di coloro che sono rimasti fedeli in mezzo alle tenebre.

L’opera possiede inoltre una forte dimensione interiore e spirituale. Non si limita a ricordare fatti storici o conflitti dottrinali: introduce il lettore nel dramma umano e soprannaturale del combattimento per la verità. Ed è proprio questo che rende la sua lettura intensa, meditativa e profondamente seria.

Non è un libro per lettori superficiali.

È un’opera per anime che comprendono ancora che la fede cattolica vale più dell’accettazione del mondo.

Terminare questa lettura proprio nella festa di Sant’Atanasio di Alessandria mi ha profondamente impressionato.

L’ho sentito quasi come un cenno del Cielo.

Come un invito a rivolgere nuovamente lo sguardo verso quei giganti della fede che resistettero quando tutto sembrava crollare.

Che il grande Atanasio, martello degli eretici e colonna immortale dell’ortodossia cattolica, interceda per la Chiesa in queste ore drammatiche.

E che non manchino mai anime disposte a rimanere salde anche se dovessero restare sole.

Avanti con Maria.

Per i fratelli italiani che desiderano ottenere “Il Leone di Alessandria”, possono richiederlo — come ben sanno — attraverso la Segreteria di Radio Domina Nostra. È un’opera che merita di essere letta con attenzione, spirito di preghiera e profonda riflessione.

 

 

 

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