🇮🇹 Al Padre Tognetti.
Al Padre Tognetti.
di Giorgio Bergamaschi
Per Adoración y Liberación

Buon pomeriggio, Padre Tognetti. Dica: come sta? Non intendo la salute, certo che no…Intendo piuttosto la coscienza e, di più, l’anima.
Già, quell’anima presente nell’essere umano e che, spesso, è travolta e ignorata dalla personalità, dalla saccenza, dall’ostinazione e dall’orgoglio, che sono poi le sbarre della prigione in cui l’uomo (apparentemente impeccabile), in realtà, vi si rinchiude. Quasi sempre, inconsapevolmente.
Sono rimasto colpìto dalla sua omelìa, incentrata sul “peccato”. Dico davvero: lo dico da povero peccatore: mi ha… lacerato.
Il perché è semplice e, insieme, doloroso.
Lei dall’ambone parla con grande cognizione di causa del peccato. Mentre io non posso togliermi dalla mente e dal cuore quelle sue vili parole, con cui ha dato dell’indemoniato a don Alessandro Maria Minutella.
Dica, sant’uomo (?): in base a cosa, a quali prove, a quali expertis screening e indagini, ha profferito quelle parole indegne, quelle accuse infamanti, quelle… sentenze mortifere?
Si penta, Padre Tognetti. Si penta, si confessi e chieda perdono a Dio per questo suo peccato che – mentre l’ascoltavo travolto dal suo sapere irrorato a pioggia da lassù, dall’ambone – mi ha ferito una, due tre, mille volte!
Le sue parole sono pietre da lapidatore, sono coltelli che uccidono, laser che bruciano a morte.
Su, sant’uomo impeccabile (solo a sentirla, però!): prenda ancora in mano quella pietra infamante e, se davvero lei è senza peccato, ripeta il suo “indemoniato!”, scagliandola contro don Minutella. Ma veda di scagliare quella “pietra mortale” insieme alle prove… almeno ad una prova. Prova certa, però ! Sì, alla prova che il santo (lui sì, nonostante la verve temperamentosa che lo spinge fin’Oltroceano a cercare e salvare anime, a dispetto del vostro cieco e bilioso ostracismo) sacerdote palermitano è davvero un corpo invasato da satana.
Ma già, voi che da 13 anni celebrate la santa Messa “una cum papa Francisco” prima ed ora (da nove mesi) con il suo flemmatico e ancor più pericoloso successore, Prevost, fingete di non sapere…
Di non sapere che la massoneria vaticana ha conquistato “la sede”, però sacrificando “la fede”. Rischiando di trascinare in quella scia orrenda del “Muratore argentino del Santissimo Sacramento dell’Altare” oltre un miliardo e trecento milioni di anime. Già, in quel baratro orrendo, in cui Bergoglio l’apostata, eretico, idolatra e bestemmiatore, senza infingimenti s’è tuffato con un “carpiato luciferino “: nella certezza d’aver sedotto molti milioni di anime, ottenebrate dal suo continuo ed estenuante sortilegio in ossequio al suo infernale padrone.
Ecco, dovevo proprio dirglielo, Padre Tognetti. Non per astio, non per antipatìa né per fanatismo. Ma solo perché non posso credere che la Vera Chiesa di Cristo si sia “tutta” votata al Tradimento, alla “gnosi”, al “bacio apparente” d’amore, che però consegna il corpo della Chiesa ai carnefici del Cattolicesimo romano…
Come desidero sbagliarmi, ancorché sotto schok per quella calunnia infame, sortita dalla sua bocca. Mi creda, sarò il più felice tra i piccoli, se lei ritornerà sui suoi passi (pardon, sulle sue parole), per ammettere la colpa di un giudizio azzardato, che ha ingenerato una mormorazione galoppante.Anzi… devastante!
Più che per lei, sarà un giorno meraviglioso per me. E verrò a cercarla, mi porrò in ginocchio e le bacerò l’anello.
Perché ammettere un errore non è facile… È piuttosto da uomo saggio, retto e coraggioso. Tanto più se l’errore è un’ accusa tremenda che, almeno per me, equivale ad un omicidio.
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