🇮🇹 Che cosa resta a noi?
COMMENTO DI GIORGIO
di Giorgio Bergamaschi
Per Adoración y Liberación

Et voilà, dopo Bergoglio e nostro malgrado immersi fra i miasmi prevostiani che c’ammòrbano l’olfatto, eccoci davanti ad un ulteriore disgregante passo, verso la tentata dissoluzione totale.
Mentre una genìa di non credenti in Dio Uno e Trino okkupa [in senso nazi-comunista e perciò apostata-eretico-idolatrico-gnostico] gli spazi lasciati liberi dai troppi ex cattolici fattisi “tiepidi e tremebondi cattolicanti in fuga”, “impegnati a difendere le loro rendite di posizione”, a noi cosa resta?
Certanente, insieme alla pazienza e alla speranza (entrambe virtù autenticamente cristiane), ci restano la fierezza di appartenenza ed il guizzo giusto per cercare di non subìre – quasi fossimo immersi in un tramonto dalle ombre… minacciosamente extralunghe – gli inganni di falsi irreali ologrammi, proiettati per indurci a fernare il sacrificio di troppi veri e ignari cristiani, pretesi da un moloch anticristico e orrendo, che i “giuda traditori” da tempo adorano, per autocompiacersi del loro prezzolato “bon vivre” del momento. A scapito, ovviamente, degl’innocenti.
Appunto, puntando a sacrificare – dal martirio lontano della Croce fino ad oggi – ogni dolce e fedele riflesso della “votazione di sé, offerta dagli umili”.
Dopo i sacrifici umani patìti dalla Chiesa protocristiana e poi nel corso dei secoli fino ai giorni nostri, anche quelli in corso (ancorché momentaneamente incruenti) conducono in prospettiva, ahinoi!, ad un autentico eccidio. Tu chiamalo, se vuoi, martirio (per dirla con Lucio Battisti).
Come non ricordare che “se siamo del Cielo, obbiamo occuparci delle cose del Cielo e non di quelle del mondo”?
…Insomma, per dirla con una frase tanto celebre quanto antica: “Quousque tandem abutère, diaballus, patientiae nostrae? (Fino a quando, demonio, abuserai della nostra pazienza?), direbbe un saggio romano… Ma qui, ovviamente, la frase è riferita solo pretestualmente a Catilina, mentre il Nemico è proprio lui, il Separatore. Il diavolo, insomma!
Cosa vogliamo fare? La pantomima delle tre scimmiette, forse? Non sia mai detto! Perché siamo alla Fine dei Tempi. Davvero, abbiamo bisogno, pressante e totale, d’un autentico leone”!
Un Leone, sì, quello “vero e autentico”, però, non quello simulato nelle logge massoniche. Un Leone non… numerato e che, soprattutto, ci dica ed ispiri ben altro! La nostra risposta sarà forte, ultimativa anzi terribile quando, alle spalle del Leone di Maria, urleremo nella potenza del branco: “Vade retro, Satana!”.
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