🇮🇹 Discorso di Anacleto González Flores, martire di Cristo Re. Guida morale della ribellione cristera in Messico.
Discorso di Anacleto González Flores, martire di Cristo Re.
«Molti cattolici ignorano la gravità del momento e, soprattutto, le cause del disastro; non comprendono come i tre grandi nemici — il Protestantesimo, la Massoneria e la Rivoluzione — operino instancabilmente secondo un programma d’azione allarmante e ben organizzato.
Questi tre nemici stanno vincendo il Cattolicesimo su tutti i fronti, a ogni ora e in tutte le forme possibili. Combattono nelle strade, nelle piazze, nella stampa, nelle officine, nelle fabbriche, nelle case. Si tratta di una battaglia generalizzata: hanno sguainato la spada e schierato i loro battaglioni ovunque. Questo è un fatto. Cristo non regna nella via pubblica, nelle scuole, nel parlamento, nei libri, nelle università, nella vita pubblica e sociale della Patria. Chi regna là è il demonio. In tutti quegli ambienti si respira l’alito di Satana.
E noi, che cosa facciamo? Ci siamo accontentati di pregare, di andare in chiesa, di praticare alcuni atti di pietà, come se ciò bastasse a «contrastare tutta l’immensa congiura dei nemici di Dio». Abbiamo lasciato loro tutto il resto: la strada, la stampa, la cattedra nei diversi gradi dell’insegnamento. In nessuno di questi luoghi hanno trovato un’opposizione seria. E se talvolta abbiamo agito, lo abbiamo fatto in modo così povero, così esile, che si può dire che non abbiamo combattuto. Abbiamo cantato nelle chiese, ma non abbiamo cantato a Dio nella scuola, nella piazza, nel parlamento, relegando Cristo per timore dell’ambiente.
Ridurre il Cattolicesimo a preghiera segreta, a lamentela timorosa, a tremore e spavento dinanzi ai poteri pubblici quando essi uccidono l’anima nazionale e feriscono la Patria in piena via, non è soltanto codardia o disorientamento scusabile: è un crimine storico, religioso, pubblico e sociale che merita ogni esecrabilità.
Le anime soffrono di ristrettezza e di anemia spirituale. Ci siamo trasformati in mendicanti, rinunciando a essere padroni del nostro destino. Siamo stati sloggiati da ogni parte, e tutto abbiamo abbandonato.
Fino ad ora, quasi tutti i cattolici non abbiamo fatto altro che chiedere a Dio che sia Lui ad agire, a operare, a realizzare, a fare qualcosa o tutto per la sorte della Chiesa nella nostra Patria. E per questo ci siamo limitati a pregare, aspettando che Dio operi. E tutto ciò sotto la maschera di una presunta “prudenza”. Abbiamo invece bisogno dell’imprudenza dell’audacia cristiana.
Anzi, non sono pochi i cattolici che osano chiamare imprudente colui che sa affermare i propri diritti davanti ai suoi persecutori. È necessario che questa situazione di isolamento, di lontananza, di dispersione nazionale finisca una volta per tutte, e che al più presto si pensi seriamente a far sì che tutti i cattolici della nostra Patria non siano un mucchio di particelle senza unione, ma un corpo immenso che abbia un solo programma, una sola testa, un solo pensiero, una sola bandiera d’organizzazione per affrontare i persecutori.»
«IO MUOIO, MA DIO NON MUORE. VIVA CRISTO RE!»
